Project Village Irpinia 2012

 

 

“Simpatia. Immaginario. Approssimazione. Impegno. Territorio. Tradizione. Vivere alla giornata. Semplicità. Umiltà, Rispetto. Belle Cose. Famiglia. Racconto. Gentilezza. Identità”

Niente di innovativo in queste parole, niente di innovativo nei grandi valori che ognuna di queste parole racchiude. Eppure questi sono i termini che Natalia, brasiliana e Cecilia, argentina utilizzano per raccontare la loro esperienza tra i borghi dell’Alta Irpinia in un caldo week-end di Giugno . L’innovazione, in questo caso, consiste proprio nella molla che ha spinto queste due ragazze sudamericane, insieme ad altri 70 ragazzi provenienti da tutto il mondo, nel “cuore verde della Campania”, in quei territori incontaminati e sconosciuti ai percorsi turistici tradizionali.

I canali di Venezia, il Colosseo, gli Uffizi, la torre di Pisa sono tesori indiscussi del patrimonio culturale italiano e tappe obbligate di ogni turista in visita al bel paese, ma  l’Italia è anche  quella delle tradizioni ancora vive, del buon cibo e della ripetitiva e semplice quotidianità.  Come portare i giovani studenti europei per nei piccoli borghi italiani? Come far sperimentare ad un turista, anzi viaggiatore, più attento e curioso la vera Italia? La risposta si chiama Project Village e arriva da FeelLand Group, giovane associazione di promozione territoriale. Un concorso fotogiornalistico per studenti stranieri, un evento  e una guida territoriale sono i primi passi di un percorso che ha come obiettivo la promozioni dei piccoli centri urbani, la riscoperta di luoghi poco conosciuti e il loro inserimento in un circuito più ampio di turismo internazionale. Il progetto si rivolge agli studenti stranieri ospiti delle università italiane, quei giovani spesso viaggiatori
incalliti che non si accontentano del sentito dire ma hanno bisogno di sperimentare in prima persona e voglia di lasciare un segno in una nazione che tanto sa dare a chi ha l’ambizione di cercare con attenzione.  Bastano una macchina fotografica, qualche foglio, una penna e tanta curiosità ma uno scenario ricco di tesori nascosti, di gente umile e disponibile al confronto sono indispensabili per la buona riuscita del progetto.  Si cammina spiando tra i vicoli, parlando con gli abitanti del luogo che ricordano con piacere tempi passati e tradizioni ancora vive, si canta, si balla, ci si emoziona, si scopre, ci si innamora dei luoghi così come delle persone e poi si riparte e si racconta, si promuove il territorio italiano all’estero in un modo del tutto naturale e spontaneo.

Passo dopo passo, Village dopo Village si innesca un meccanismo virtuoso di turismo partecipativo che nasce da una stretta collaborazione tra vari attori presenti su un particolare territorio e, in maniera graduale, anche su tutti gli altri che hanno appoggiato il progetto. Un piccolo borgo prende vita, grazie agli occhi “stranieri”  si riscopre, e rivalutando i propri tesori storici e ambientali, ne fa la base di partenza per una crescita economica, per uno sviluppo del territorio. Non si può rimanere indifferenti alla vitalità dei giovani e allo stupore nei loro occhi di fronte a meraviglie paesaggistiche, artistiche o culinarie, bisogna partecipare come hanno fatto gli abitanti dei comuni irpini nei quali si è svolto l’ultimo Village: hanno capito il valore delle connessioni, della rete dei contatti, del lavoro costante verso un obiettivo comune: lo sviluppo territoriale. I ragazzi di FeelLand mettono davanti gli occhi di tutti quello che già c’è, non inventano, non creano eppure sono innovativi perché credono fermamente che la crescita economica e sociale dell’Italia possa partire dai piccoli centri abitati, perché sostengono con tenacia l’idea di un’Italia che ha le risorse necessarie per trattenere i giovani ed evitare che diventi sempre più un paese per vecchi.


Serena Franco

 

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